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	<title>L I B R I &#38; A U T O R I &#187; Autori preziosi</title>
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		<title>L I B R I &#38; A U T O R I &#187; Autori preziosi</title>
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		<title>Bertrand Russel (1872-1970)</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2003 16:33:19 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Autori preziosi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo eminente filosofo inglese ha distrutto con occhio acuto e disincantato tutti i vari miti che hanno sostenuto l&#8217;unportanza di &#8220;essere per bene&#8221; che il dovere sociale e religioso ci hanno da sempre inclucato. Vi riporto la sua seguente storiella: &#8220;L&#8217;incubo del teologo&#8221;, vi permetterà di avere un assaggio delle teorie taglienti di questo uomo, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wordseries.wordpress.com&blog=260788&post=30&subd=wordseries&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Questo eminente filosofo inglese ha distrutto con occhio acuto e disincantato tutti i vari miti che hanno sostenuto l&#8217;unportanza di &#8220;essere per bene&#8221; che il dovere sociale e religioso ci hanno da sempre inclucato. Vi riporto la sua seguente storiella: &#8220;L&#8217;incubo del teologo&#8221;, vi permetterà di avere un assaggio delle teorie taglienti di questo uomo, che ha fatto chiarezza nel dedalo di confusione provocate dalle convenzioni formali e contorte che guidano l&#8217;umana società.<span id="more-30"></span></p>
<p>&#8220;L&#8217;eminente teologo dr. Taddeus sognò di morire e andare in paradiso. I suoi studi lo avevano preparato, e non ebbe alcuna difficoltà a trovare la strada. Bussò alla porta del paradiso e s&#8217;imbatté in uno scrutinio più attento di quanto si fosse aspettato. «Chiedo il permesso di entrare» disse, «perché sono stato un uomo giusto e ho dedicato la mia vita alla gloria di Dio.» «Un uomo?» rispose il custode, «che cos&#8217;è? E come potrebbe una creatura buffa come te promuovere la gloria di Dio?» Il dr. Taddeus rimase sbalordito. «Non è possibile che non conosciate l&#8217;uomo. Dovete per forza sapere che l&#8217;uomo è l&#8217;opera più sublime del Creatore.» «Quanto a ciò», disse il custode, «mi spiace ferire i vostri sentimenti, ma quello che voi dite mi giunge del tutto nuovo. Dubito che chiunque quassù abbia mai sentito parlare di questa cosa che voi chiamate &#8216;uomo&#8217;. Comunque, dato che mi sembrate tanto sbalordito, vi concedo la possibilità di consultare il nostro bibliotecario.»<br />
Il bibliotecario, un essere globulare con mille occhi e una bocca, rivolse alcuni dei suoi sguardi verso il dr. Taddeus. «Che cos&#8217;è questo?» chiese al custode. «Questo», rispose il custode, «dice di essere un membro di una specie chiamata &#8220;uomo&#8221;, che vive in un posto chiamato &#8216;Terra&#8221;. Ha questa strana teoria secondo la quale il Creatore nutre un particolare interesse per questo posto e per questa specie. Ho pensato che forse ci avresti potuto aiutare a chiarire la faccenda.» «Dunque», disse gentilmente il bibliotecario al teologo, «forse mi potrete dire dove si trova questo posto che chiamate Terra.» «Oh sì», disse il teologo, «fa parte del Sistema Solare.» «E che cos&#8217;è il Sistema solare?» chiese il bibliotecario. «Oh», disse il teologo piuttosto sconcertato, «io mi occupavo del Sapere Sacro, e la domanda che mi avete fatto appartiene al sapere profano. Comunque, ne ho imparato abbastanza dai miei amici astronomi per sapere che il Sistema Solare fa parte della Via Lattea.» «E che cos&#8217;è la Via Lattea?» chiese il bibliotecario. «Oh, la Via Lattea è una delle Galassie, le quali, mi hanno detto, sono qualche centinaia di milioni.» «Appunto, appunto», disse il bibliotecario, «non potete certo aspettarvi che me ne ricordi una fra tante. Ma mi ricordo di aver udito la parola &#8216;galassia&#8217; prima. Infatti, penso che ci sia uno dei nostri sotto-bibliotecari che sia specializzato in galassie. Andiamo a cercarlo per vedere se ci può aiutare.»<br />
Dopo non molto tempo, il sotto-bibliotecario galattico fece la sua comparsa. Aveva la forma di dodecaedro. Era evidente che la sua superficie un tempo era stata luminosa, ma la polvere degli scaffali l&#8217;aveva resa fine e opaca. Il bibliotecario gli spiegò che il dr. Taddeus, nel tentativo di illustrare le sue origini, aveva menzionato le galassie, e si sperava che si potesse ricavare qualche informazione dalla sua specifica sezione della biblioteca.<br />
«Bene», disse il sotto-bibliotecario, «suppongo che avendo del tempo sarebbe possibile avere qualche informazione, ma dato che ci sono cento milioni di galassie, e ognuna di esse ha un suo volume, ce ne vuole parecchio per trovarne una precisa. Qual è quella che questa strana molecola desidera che io trovi?» «E&#8217; quella della galassia denominata &#8216;Via Lattea&#8217;», rispose esitante il dr. Taddeus. «Va bene», disse il sotto-bibliotecario, «se posso la troverò.»<br />
Dopo circa tre settimane tornò, spiegando che la straordinaria efficienza dell&#8217;archivio della sezione galattica della biblioteca gli aveva permesso di trovare la galassia sotto la collocazione numero QX 321.762. «Ci sono voluti tutti i nostri cinquemila impiegati della sezione galattica per trovarlo. Forse volete parlare con l&#8217;impiegato che si occupa specificamente della galassia in questione?» Mandò a cercare l&#8217;impiegato, che si presentò sotto forma di ottaedro, con un occhio in ogni faccia, e una bocca soltanto in una di esse.<br />
Era stupito e stranito nel trovarsi in un luogo tanto luminoso, lontano dall&#8217;oscuro limbo dei suoi scaffali. Dopo essersi ricomposto, chiese, assai timidamente: «Cosa desiderate sapere sulla mia galassia?» Il dr. Taddeus disse: «Ciò che voglio è sapere qualcosa a proposito del Sistema Solare, un insieme di corpi celesti, che ruotano attorno a una stella chiamata &#8216;Sole&#8217;.» «Uhm», disse il bibliotecario della Via Lattea, «è stato già abbastanza difficile trovare la galassia giusta, ma scovare proprio la stella giusta nella galassia è ancor più difficile. So che ci sono circa trecento miliardi di stelle nella galassia, ma neppure io sono a conoscenza di quello che potrebbe diversificare le une dalle altre. Credo, comunque, che una volta l&#8217;Amministrazione abbia ordinato di compilare una lista di tutti i trecento miliardi di stelle, e che deve essere ancora conservata nel sotterraneo. Se pensate che ne valga la pena, potrei incaricare del personale speciale dell&#8217;Altro Posto per cercare questa stella particolare.»<br />
Si convenne che, dato che la questione era stata sollevata, e che era evidente che la cosa facesse soffrire il dr. Taddeus, quella sarebbe stata la cosa migliore da fare.<br />
Diversi anni dopo, un tetraedro molto stanco e provato si presentò al sotto-bibliotecario galattico. «Finalmente», disse, «ho trovato quella stella per la quale era stata fatta richiesta, ma non riesco proprio a immaginare perché abbia suscitato tanto interesse. E&#8217; molto simile a moltissime altre stelle di quella galassia. Possiede temperatura e dimensioni normali, ed è circondata da altri corpi celesti più piccoli chiamati pianeti. Dopo un&#8217;accurata indagine, ho scoperto soltanto che alcuni di questi pianeti hanno dei parassiti, e credo che quella cosa che ci ha fatto la richiesta sia uno di loro.»<br />
A questo punto il dr. Taddeus scoppiò in un disperato e appassionato lamento: «Perché, oh perché il Creatore ha nascosto a noi abitanti della Terra che non eravamo noi quelli che lo avevano spinto a creare i Cieli? Per tutta la vita mi sono messo al suo servizio, diligentemente, credendo che lui avrebbe notato i miei servigi, e mi avrebbe ricompensato con la Beatitudine Eterna. E ora, pare che Egli non sappia nemmeno che io sono esistito. Mi dite che sono un minuscolo microbo di un piccolissimo corpo celeste che ruota attorno a un membro insignificante di un insieme di trecento miliardi di stelle, e che quella stella non è che una dei milioni che compongono tale insieme. Non posso sopportarlo, e non posso più adorare il mio creatore.» «Molto bene», disse il custode, «allora potete andare nell&#8217;Altro Posto.»<br />
A questo punto il teologo si svegliò ed esclamò: «Il potere che Satana ha sui nostri sogni è tremendo.»</p>
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		<title>Erich Fromm (1900-1980)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2003 16:14:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Autori preziosi]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa scrivere per darvi un&#8217;idea del tipo di messaggio acuto e incisivo che questo pensatore tedesco (naturalizzato negli Stati Uniti a causa della sua appartenenza alla razza ebraica, perseguitata da Hitler nel suo paese) ha saputo dare attraverso le sue riflessioni? Anche in questo caso vi citerò qualcosa. Lo traggo da &#8220;La disobbedienza ed altri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wordseries.wordpress.com&blog=260788&post=19&subd=wordseries&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Cosa scrivere per darvi un&#8217;idea del tipo di messaggio acuto e incisivo che questo pensatore tedesco (naturalizzato negli Stati Uniti a causa della sua appartenenza alla razza ebraica, perseguitata da Hitler nel suo paese) ha saputo dare attraverso le sue riflessioni? Anche in questo caso vi citerò qualcosa. Lo traggo da &#8220;La disobbedienza ed altri saggi&#8221;.<span id="more-19"></span></p>
<p>&#8220;Secondo i miti giudaici ed ellenici, la storia dell&#8217;uomo è stata inaugurata da un atto di disobbedienza. Adamo ed Eva, che abitavano nel paradiso terrestre, erano parte integrante della natura; vivevano con essa in armonia, e tuttavia la trascendevano. Stavano dentro la natura così come il feto sta dentro l&#8217;utero della madre. Erano umani, e in pari tempo non lo erano ancora. Tale condizione mutò allorché essi disobbedirono a un ordine. Spezzando i legami con la terra e la madre, tagliando il cordone ombelicale, l&#8217;uomo è uscito da una condizione di armonia preumana ed è stato in grado di compiere il primo passo verso l&#8217;indipendenza e la libertà. L&#8217;atto di disobbedienza ha sciolto Adamo ed Eva dalle pastoie e ha aperto loro gli occhi. Essi si sono riconosciuti estranei l&#8217;uno all&#8217;altra, ed estraneo e anzi ostile è apparso loro il mondo esterno. Il loro atto di disobbedienza ha scisso il legame originario con la natura e li ha resi individui. Il «peccato originale», lungi dal corrompere l&#8217;uomo, lo ha anzi reso libero; è stato esso l&#8217;inizio della storia. L&#8217;uomo ha dovuto abbandonare il paradiso terrestre per imparare a dipendere dalle proprie forze e diventare pienamente umano. (&#8230;)<br />
L&#8217; uomo ha continuato a evolversi mediante atti di disobbedienza. Non soltanto il suo sviluppo spirituale è stato reso possibile dal fatto che nostri simili hanno osato dire «no» ai poteri in atto in nome della propria coscienza o della propria fede, ma anche il suo sviluppo intellettuale è dipeso dalla capacità di disobbedire: disobbedire alle autorità che tentassero di reprimere nuove idee e all&#8217;autorità di credenze sussistenti da lungo tempo, e secondo le quali ogni cambiamento era privo di senso. (&#8230;)<br />
Ma perché l&#8217;uomo è tanto proclive all&#8217;obbedienza e perché gli riesce tanto difficile disobbedire? Finché obbedisco al potere dello Stato, della Chiesa, dell&#8217;opinione pubblica, mi sento al sicuro e protetto. In effetti, poco importa a quale potere obbedisco, trattandosi sempre di un&#8217;istituzione o di esseri umani che fanno ricorso alla forza in una qualche forma e che fraudolentemente si proclamano onniscienti e onnipotenti. La mia obbedienza fa di me una parte del potere al quale mi inchino reverente, e pertanto io mi sento forte. Non posso commettere errori, dal momento che è esso a decidere per me; non posso essere solo, perché il potere, vigila su di me; non posso incorrere in peccato, perché il potere non me lo permette, e anche se peccato commettessi, la punizione non è che il mezzo per far ritorno all&#8217;illimitato potere.<br />
Per disobbedire, bisogna avere il coraggio di essere solo, di errare e di peccare. Ma il coraggio non basta. La capacità del coraggio dipende dal grado dì sviluppo di una persona. Soltanto chi si sia sottratto al grembo materno e agli ordini del padre, soltanto chi si sia costituito come individuo completamente sviluppato, e abbia così acquisitó la capacità di pensare e di sentire autonomamente, può avere il coraggio di dire «no» al potere, di disobbedire.<br />
Una persona può diventare libera mediante atti di disobbedienza, imparando a dire «no» al potere. Ma, se la capacità di disobbedire costituisce la condizione della libertà, d&#8217;altro canto la libertà rappresenta la capacità di disobbedire. Se ho paura della libertà, non posso osare di dire «no», non posso avere il coraggio di essere disobbediente.&#8221;</p>
<p>I testi di Erich Fromm sono moletplici e tutti impregnati di questo acume nell&#8217;indicare tutti i tranelli che imprigionano l&#8217;essere umano. Se volete iniziare con un qualcosa che vi darà poi la possibilità di scegliere successivamente il testo che di volta in volta vi stimolerà a riflessioni di crescita, vi consiglio &#8220;L&#8217;arte di vivere&#8221;. Qui troverete passi tratti dai suoi libri più noti.</p>
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		<title>Marshall McLuhan (1911-1980)</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jun 2003 17:43:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sociologo canadese, è universalmente conosciuto come colui che ha esplorato il modo in cui i nuovi media elettrici riconfigurano il nostro ambiente e condizionano, spesso in modo inconscio, la psiche umana. Il suo pensiero ha saputo indagare l&#8217;essere umano interfacciato con l&#8217;ambiente e i mezzi di comunicazione che sempre di più stanno rappresentando la nostra [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=wordseries.wordpress.com&blog=260788&post=4&subd=wordseries&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Sociologo canadese, è universalmente conosciuto come colui che ha esplorato il modo in cui i nuovi media elettrici riconfigurano il nostro ambiente e condizionano, spesso in modo inconscio, la psiche umana. Il suo pensiero ha saputo indagare l&#8217;essere umano interfacciato con l&#8217;ambiente e i mezzi di comunicazione che sempre di più stanno rappresentando la nostra cultura sociale occidentale.<br />
Verso gli anni &#8216;60, quando il suo nome iniziò a essere famoso, sconvolse tutto il mondo ben pensante con la chiarezza incisiva della realtà che ci presentava, così infatti scriveva: &#8220;Alle elevate velocità delle comunicazioni elettriche, i mezzi puramente visivi di cogliere il mondo non sono più possibili: sono semplicemente troppo lenti per poter essere perfetti. (&#8230;) Le informazioni ci piovono addosso istantaneamente e continuamente.<span id="more-4"></span> Un’informazione appena acquisita è rapidissimamente sostituita da un’informazione più recente. (&#8230;) Non possiamo più costruire mattone per mattone, un passo alla volta, poiché la comunicazione istantanea fa sì che tutti i fattori dell’ambiente e dell’esperienza coesistano in una vivace interazione. (&#8230;)<br />
Noi oggi guardiamo il presente in uno specchietto retrovisore. Arretriamo nel futuro. (&#8230;)<br />
Il poeta, l’artista, l’agente investigativo &#8211; chiunque acutizzi la nostra percezione tende a essere antisociale; raramente adattato, egli non riesce a seguire le correnti e le tendenze.<br />
Spesso esiste uno strano legame tra i tipi antisociali nella loro capacità di vedere gli ambienti come sono veramente. Questa esigenza di cogliere interfacce, di affrontare gli ambienti con un certo potere antisociale si manifesta nella famosa storia del Re nudo. I cortigiani, adattati, animati da interessi nascosti, videro il Re stupendamente abbigliato. Il monello antisociale, non aduso al vecchio ambiente, vide chiaramente che il Re non aveva nulla addosso. A lui il nuovo ambiente era chiaramente visibile. (&#8230;)<br />
Questi sono tempi difficili perché stiamo assistendo a uno scontro di proporzioni catastrofiche tra due grandi tecnologie. Ci accostiamo al nuovo con il condizionamento psicologico e le reazioni sensorie del vecchio.&#8221;</p>
<p>Così McLuhan suggerisce di recuperare quella facoltà d’ascolto, che mette in contatto con le percezioni e rende dei &#8220;dilettanti&#8221;, come li definisce lui, riferendosi però al senso proprio della parola, ovvero diventando delle persone che si dilettano. &#8220;Il dilettantismo ricerca lo sviluppo della consapevolezza totale dell’individuo e la consapevolezza critica delle norme fondamentali della società. (&#8230;) Mentre l’esperto è colui che invece resta inchiodato.&#8221;</p>
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