Siamo abituati a considerare arte, le creazioni che maggiormente riescono a comunicarci gli stati d’animo voluti dall’artista. Tuttavia, molto spesso, tali stati interiori, sono lo specchio di un’interiorità in tumulto, scossa da fermenti di inquietudine e profonda agitazione. Certo, noi riconosciamo in quel tipo di “opere d’arte” gli stessi turbamenti che noi stessi viviamo, per cui sentiamo una connessione e comunanza con l’artista che li propone, sentendo, forse, compresa e raffigurata quella nostra tensione interiore, che non riusciamo a definire… Ma è pure ovvio che, esponendo in casa opere di quel tipo, noi non facciamo altro che dare spazio a frequenze che emanano turbamento. Quanto bene ci farà, avere attorno da ciò che suscita emozioni di quel tipo?
Nella cacofonia di oggi abbiamo dimenticato il senso della bellezza, che si confonde con ciò che piace. La bellezza è universale è un qualcosa di fronte a cui ogni persona, se non fortemente deviata interiormente dalla negatività, risponde con un’apertura del cuore: è la commozione che proviamo di fronte a un magnifico scenario naturale, o quella che avvertiamo al sincero sorriso di qualcuno che amiamo…
Ciò che piace, invece, è sempre il risultato di un condizionamento: ci piace quella musica perché sentiamo che appartiene allo stile di vita che vogliamo evocare, ci piace quel tipo di macchina perché il possederla ci permette di mostrare al mondo, che si appartiene al tipo di classe che questa rappresenta, ci piace quel tipo di arte perché, magari, fa “elegante” considerarsi tra gli intenditori di quell’artista in particolare… L’emozione che deriva da ciò che piace è sempre il risultato di una dipendenza, che ci fa desiderare di possedere quell’oggetto così da mostrare agli altri “dove siamo”, “chi siamo”, a “che mondo apparteniamo”.
Di tutt’altra natura è l’arte sacra, che, come si specifica nel libro in questione, non è arte religiosa, bensì arte della bellezza. E la bellezza è tale quando, proprio come nella natura, viene espressa l’armonia, delle forme, dei colori, dell’insieme. Ovvero quando i colori vengono utilizzati nella loro manifestazione più pura: il giallo è giallo, il rosso è il rosso vero, il blu è blu… non ci sono interferenze, ma solo la purezza delle loro caratteristiche. Allo stesso modo le forme raffigurate sono perfette: geometriche, perché la matematica, nella sua perfezione, è espressione di armonia e, in ultima analisi, anche di Dio (lo sanno bene questo gli esoteristi!).
Il libro, che è accompagnato da un CDRom, contenente un brano di Kitaro con le immagini del testo che si aprono, una dopo l’altra, alla vista dello spettatore, si apre con una frase di augurio: “Affinché la Bellezza e l’Armonia diventino norme di vita”. Infatti, dove c’è bellezza, c’è armonia, e dove c’è armonia c’è limpidezza. Soprattutto c’è pace, perché non si è più inquinati da quei tormenti, non riconosciuti e dipanati dei singoli individui che, immancabilmente, vengono riversati sugli altri, sulla natura, sul mondo, sull’universo.
Abbiamo bisogno di pace, e questo libro, con le stupende immagini che rappresenta, è un’ottima fonte di ispirazione armonizzante.
(A cura di Synthesis Edizioni )