La storia ‘autobiografica’ dell’imperatore Adriano, scritta come una lettera testamentaria al suo successore Marco Aurelio, ci permette di percorrere assieme a lui la vita e le considerazioni di un uomo di potere saggio e consapevole dei propri moti interiori e di quelli a lui esterni. Adriano non ignora infatti la fallacità degli eventi, di come questi si ripercuotano nell’animo e nella vita umana, e del fatto che Roma, comunque, finirà un giorno per tramontare. Tuttavia, il suo senso dell’umano – ereditato dai Greci – gli fa capire l’importanza di rimanere coerente con il suo compito e la sua missione.
«Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo», dice questo imperatore che sente su di sé i problemi degli individui di ogni tempo, ed è alla ricerca costante di un accordo tra la felicità e il metodo, tra l’intelligenza e la volontà. Una meditazione sulla storia che è, però, meditazione sulla condizione umana. Leggendo questo stupendo testo non solo si ripercorre un po’ della nostra cultura, ma ci si avventura in riflessioni personali, che ogni individuo dovrebbe porsi per infine giungere alle proprie risposte.
(Marguerite Yourcenar – Einaudi Editore)